sabato 29 giugno 2013

Il mondo nuovo - Aldous Huxley


Non i filosofi, ma i taglialegna e i collezionisti di francobolli compongono l’ossatura della società.


...questo è il segreto della felicità e della virtú: amare ciò che si deve amare...


Le primule e i paesaggi, egli fece notare, hanno un grave difetto: sono gratuiti.


La mente che giudica e desidera e decide, costituita da queste cose suggerite. Ma tutte queste cose suggerite sono suggerimenti nostri.


Giovani fortunati! - disse il Governatore. - Non è stata risparmiata nessuna fatica per rendere le vostre vite facili dal punto di vista emotivo; per preservarvi, nei limiti del possibile, dal provare qualsiasi emozione. -


Sessantaduemilaquattrocento ripetizioni fanno una verità. Idioti!


Tutti i vantaggi del Cristianesimo e dell’alcool; nessuno dei difetti.


Ciò che i due uomini avevano in comune era la coscienza di essere degli individui.


Un uomo può sorridere e risorridere ed essere uno scellerato. Senza rimorsi, traditore, svergognato, scellerato, detestabile.


Se uno è diverso, è fatale che sia solo.


In quanto riconosceva in lui un uomo importante, l’ordine delle cose era buono.


...che il fine della vita non è il mantenimento del benessere, ma qualche intensificazione e raffinamento della coscienza, qualche accrescimento del sapere. Ciò che, si disse il Governatore, può benissimo essere vero, ma non ammissibile nelle presenti circostanze.


Come sarebbe bello - rifletté - se non si dovesse pensare alla felicità!


... il presente tremendo, la realtà spaventosa, ma sublimi, significativi, disperatamente importanti proprio a causa dell’imminenza di ciò che li rendeva tanto terribili.


La felicità effettiva sembra sempre molto squallida in confronto ai grandi compensi che la miseria trova.


La felicità non è mai grandiosa.


La felicità è un padrone esigente, specialmente la felicità degli altri.


Ciò che vi abbisogna - riprese il Selvaggio - è qualche cosa che implichi il pianto, per cambiare. Nulla costa abbastanza qui.


Ebbene, sí - disse il Selvaggio in tono di sfida - io reclamo il diritto d’essere infelice-


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