martedì 14 maggio 2013

Italo Calvino - L'entrata in guerra



Erano  tempi  che  non  avevamo  voglia  di  niente.


Quando  ci  ritrovammo  verso  le  sei,  eravamo  entrati  in  guerra.


Tutto  era  ancora  nel  raggio  delle  cose  possibili  e  prevedibili;  una  casa  bombardata,  ma  non  si  era  ancora  dentro  la  guerra,  non si sapeva ancora cosa fosse.


...era questo volto buio  dei  paesi  montanari  ora  obbligato  a  svelarsi,  a  sfilare  in  parata...


La  guerra  aveva  quel  colore  e  quell’odore;  era  un continente grigio, formicolante, in cui ormai c’eravamo  addentrati,  una  specie  di  Cina  desolata,  infinita  come  un  mare.


Ero  nell’età  in  cui  ogni  cosa  nuova  che  si  acquista,  si  è  persuasi  di  averla  sempre  avuta.


Al  soldato di conquista ogni terra è nemica, anche la sua


...per  la  mia  già  predestinata  appartenenza all’umanità  che  subisce  le  divise  e  non  a  quella che se ne fa strumento d’autorità o di pompa...


...perfino  la  nostra  stessa  presenza parevano minacce a quel dormire di gente stanca. perfino  la  nostra  stessa  presenza parevano minacce a quel dormire di gente stanca.

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