Uno di campagna è come un ubriaco. È troppo stupido per lasciarsela fare
Ma per partire aspettammo il mattino perché Monticello è un paese di scarto che di notte non passano i treni
C'erano i banchi delle camicie, delle maglie e dei berretti, che facevano sudare solo a passargli davanti, perché in campagna è tutto spesso, dalla pelle dei piedi al fustagno dei calzoni
Perché il bello in campagna è che tutto ha il suo odore, e quello del fieno mi dava alla testa
— Anche Talino è stupido, — gli dico. — Neanche in prigione l'hanno voluto tant'era stupido
Quella notte era nuvolo e tiravano lampi di caldo che sembravano finestre.
C'era proprio la luna, una luna pesante, colore del caldo
— C'è Talino che guarda la stoppia, — mi dice. — Non potevo uscire sull'aia. Ma tu perché mi dai del tu? — Di notte si dà del tu
Quando le donne parlano ridendo è come un uomo che vi prende da parte per
darvi un consiglio.
In un paese dove non c'era neanche un biliardo non mi pigliavano.
Non credevo che anche in campagna il mattino della domenica ci fosse una differenza, ma si vede proprio che lavorare offende anche l'aria, perché quella mattina era tutto piú fresco e piú tranquillo
Pensare ch'ero stato anch'io della sua età e avevo fatto le stesse commedie. Ragazzi e donne siamo uguali dappertutto
Dico: venire in mezzo ai goffi, per trovare che sono piú furbi di te
Aveva una faccia piú da ciclista che da campagna, e parlando non guardava per terra come gli altri
Io pensavo che perdere sangue in campagna deve fare meno effetto che all'ombra di una casa a Torino. Una volta ne avevo visto sulle rotaie di un tram dopo una disgrazia, e faceva spavento; invece, pensare uno chinato che perde sangue sulle stoppie sembra piú naturale, come all'ammazzatoio
Si vedevano ancora nel portico le macchie di sangue. Cosa c'è di speciale, pensavo, tutti i giorni le strade ne bevono
Ho creduto di fare una ragione a chi non ne aveva.
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