domenica 22 novembre 2015
GESTO INCONSULTO DI CULTURA #19
"- Sì. - Da vecchio.. Cioè, quando invecchi… non esiste più quella cosa dello stupore, non riesce più a prenderti di sorpresa... lo senti, questo sì, ma è solo stanchezza che si aggiunge a stanchezza, non esplode più niente, capisci?, è solo come se ti aggiungessero qualche chilo sulle spalle... è come camminare ed avere le scarpe sempre più fradice, di fango, e pesanti.. A un certo punto ti fermi, e lì finisce. Ma non salti in aria, come da giovane, non è più quella cosa là."
City è un romanzo di Alessandro Baricco pubblicato nel 1999 dalla casa editrice Rizzoli.
Il titolo del romanzo, in base a quanto ha spiegato lo stesso autore, è legato alla struttura stessa del testo, in cui immagina che i quartieri siano storie e le strade personaggi.
A livello narrativo si intrecciano tre trame: la storia principale, portante, centrale del bambino genio Gould, che tutti ritengono destinato al Nobel e della sua governante Shatzy, la storia della boxe immaginata da Gould quando si ritira in bagno, il soggetto cinematografico per un western di Shatzy. In mezzo, una miriade di altre situazioni e personaggi, primi fra tutti i professori della scuola in cui studia Gould; su tutti spicca la figura del professor Mondrian Kilroy (che sarà protagonista del primo film girato da Baricco, Lezione ventuno), autore del saggio sull'onestà intellettuale. In tale saggio il professore sostiene che qualsiasi idea, appena espressa, ed ancor di più quando diventa oggetto di discussione, si altera fino a diventare tutt'altra cosa: diventa pian piano campo di battaglia dialettico. Gould decide di scomparire e solo il lettore lo ritroverà a lavorare in un bagno pubblico di un supermercato dove porta definitivamente a termine la sua immaginaria storia di pugilato. Non vincerà il Nobel, non vuole, ma desidera mantenere la sua onestà intellettuale che, per altro, il professore Kilroy gli aveva già riconosciuto.
Fonte: www.wikipedia.it
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