lunedì 20 febbraio 2012

Zeno e la sua fottutissima coscienza

Tra un po', finito di scrivere questo post, uscirò sul balcone, fumerò una sigaretta e poi andrò a dormire.
Cosa c'è di strano?
C'è di strano che sarà la mia ultima sigaretta.
Domani, 21 febbraio 2012 smetto, dopo ventisette anni di onorata carriera, di fumare.
A parte le solite tirate sulla salute, sui soldi risparmiati, sul cancro e l'infarto, devo dire che fa una strana impressione.
E' un po' come chiudere con l'adolescenza (anche se a 42anni), quando ci sentivamo un po' miti alla James Dean, cattivi ragazzi pieni di fascino e contemporaneamente immortali, invincibili e niente poteva scalfirici, ci sentivamo come Dio.
Smettere di fumare è come ritornare umani.
Inoltre c'è sempre stata una sigaretta nei momenti cruciali, nei più belli, brutti, tristi e felici. Era o consolatoria o celebrativa.
Ma sapete una cosa?
Va bene così.
Vedere la felicità negli occhi della mia bambina quando questa sera le ho detto "Domani mattina puoi buttare l'ultimo pacchetto di sigarette" non ha veramente prezzo.

Che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l'uomo ideale e forte che m'aspettavo? Forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.
( Italo Svevo - La coscienza di Zeno cap. 3; 1988, p. 11)



1 commento:

  1. belle parole e GRANDE scelta. Da un pirla che ha fumato di tutto ma che di SIGARETTA non ha mai fatto nemmeno un tiro ;)
    Niccolò

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