mercoledì 1 febbraio 2012

Siva, signore del sonno



Secondo gli Unādi Sūtra la parola śiva deriva dalla radice śīn, che significa sonno:
« Tutto si addormenta in esso, perciò egli è il Signore del sonno »
(Unādi Sūtra 1, 153; citato in Alain Daniélou, Miti e dèi dell'India, Op. cit., p. 229)

Il sonno cui qui si fa riferimento è il sonno profondo, lo stato di «sonno senza sogni», quello stato dell'esperienza in cui la mente (manas) si è "fermata", nel senso che non vi è produzione di forme mentali, come invece avviene negli stati di «veglia», col pensiero che manipola soprattutto oggetti reali, e di «sonno con sogni», dove la mente manipola soltanto oggetti mentali, soggettivi. Lo stato di sonno profondo ha quindi analogie con il cosiddetto «quarto stato» (turiya), quello dello yogin in meditazione che, da sveglio, ha fermato la propria mente, l'incessante produzione di pensieri cioè, e sperimenta la pace della non-dualità con l'Assoluto, Brahman:
« [Brahman] È il quarto stadio (turiya) non duale, non manifesto [dell'essere], calmo, pacifico, favorevole (śiva), al di là dei tre gradi dell'esperienza fisica, sottile e causale e dei tre gradi corrispondenti dell'esperienza, degli stati di veglia, sogno e sonno profondo. »
(Māndūkya Upaniṣad 2, 7; citato in Alain Daniélou, Miti e dèi dell'India, Op. cit., p. 40)

« Il Signore del sonno rappresenta questo quarto stato (turiya) non duale, non differenziato, che è la pace. »
(Māndūkya Upaniṣad 7; citato in Alain Daniélou, Miti e dèi dell'India , Op. cit., p. 229)

Il «sonno senza sogni» ha, nella cosmologia, analogie anche con lo stato «fine dell'universo»: quando tutti i mondi si sono dissolti perché è prevalsa la tendenza disgregante (tamas), e non vi è né esistenza né non esistenza, tutto è come in un sonno profondo, privo di sogni, e solo Śiva resta, immobile (sthānu), indistruttibile (sadaśiva), nel tempo oltre il tempo (mahākala).




Nessun commento:

Posta un commento