Da un po' di tempo osservo con avido interesse un mini set fotografico, in vendita al Mediaworld, per poco meno di duecento euro. Più volte ho chiesto informazioni a riguardo, ho letto con attenzione le specifiche sulla scatola e, poi l'ho riposto sullo scaffale, in attesa della mia visita successiva.
E' molto bello, due luci, sfondo diffusore bianco, supporto per la macchina fotografica, ripiegabile....
E praticamente non mi serve assolutamente a nulla. Penso di non aver mai fatto una foto stilllife, nè di essere intenzionato a farne.
Ciò non toglie che è veramente molto, molto, molto bello.
Dovrei anche aggiungere che per il momento, il budget pro fotografia, compatibile con la mia vita coniugale, si è esaurito il sette gennaio con l'acquisto della nuova macchina fotografica (ad essere onesti bisognerebbe dire che la spesa è andata un "po'" oltre a quanto concordato con la mia dolce, comprensiva ed amorevole consorte) (spero legga questo post).
Considerato che però non sono malaccio con le mani e che di solito mi occupo dei lavoretti di manutenzione in casa (niente di che certo, ma comunque me la cavo abbastanza) il passaggio successivo è stato praticamente obbligatorio.
Me lo faccio da me.
Preparata la lista della spesa, mi sono diretto baldanzoso verso il più vicino megasupermarket del faidate.Acquistato nell'ordine:
- 5 tubi per canaline elettriche
- 8 snodi angolari
- 8 snodi a T
- una tenda tipo pannello giapponese
- 2 portalampadina
- 2 interruttori
- 2 lampade rotonde
- 2 spine
- filo elettrico
Spesa € 41,50.
Che soddisfazione.
Appena arrivato a casa, mi sono messo immediatamente al lavoro, sotto lo sguardo paziente di Claudia e le domande incuriosite di mia figlia.
Punto primo: pianificare.
Armato di carta e matita ho buttato giù uno schizzo di quel che avrei voluto fare, segnato le misure e organizzato il banco di lavoro, per inciso il tavolo da cucina (qui lo sguardo di mia moglie si è fatto un po' meno paziente).
Dopo circa mezz'ora avevo tagliato tutte le parti che avrebbero costituito l'inteliatura e ho cominciato ad assemblarle. Onestamente non è venuto un brutto lavoro, sicuramente non elegante come quello che avrei comprato, ma comunque poteva andare bene.
E' a quesl punto che nella mia testa ha cominciato a prendere forma e sostanza la frase che da sempre è stata la mia rovina: "Non è per niente difficile, sicuramente posso riuscire a fare un bel lavoro".
Magicamente, come sempre mi accade quando penso a questo, ho cominciato a perdere interesse per quello che stavo facendo, a diventare approssimativo, a fare meno attenzione.
Risultato, il mio meraviglioso mini set giace incompleto in un angolo della stanza del computer/libri/fotografia/studio/internet, con una luce collegata e l'altra no e mezzo telo cucito, per la felicità delle mie gatte che passano giornate a giocarci, sotto lo sguardo di mia moglie che dice "chissà perchè ma sapevo che finiva così".
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