venerdì 20 gennaio 2012

E se i Maya avessero avuto ragione?

Capisco poco di politica ed ancora meno di economia.
Ma visto l'aria che tira da un po' di mesi (per non dire anni) a questa parte, è quasi impossibile non rifletterci un po'. Non avendo però competenze per comprendere tassi, valute, cambi e spread, nè i meccanismi che li governano, mi sono trovato a fare alcuni pensieri, esulando da ragionamenti prettamente tecnici, puntando però l'attenzione sul sistema nel suo insieme.
La situazione attuale comporta che, se un governo prende una decisione di politica economica interna (e sottolineo interna), ciò ha un effetto domino su tutto il sistema.
Se io privatizzo un'azienda in India è probabile che i titoli di stato turchi perdano valore.
Arrivano perturbazioni straordinarie in America del Sud e un contadino del Pakistan dichiara bancarotta.
Un militante palestinese prende a sassate un convoglio israeliano e il dollaro perde valore rispetto allo yen.
L'omicidio di Kennedy, nel 1963, ha avuto meno ripercussioni a livello internazionale di uno qualsiasi degli eventi (per quanto esemplificativi ed assurdi) sopraccitati.
L'entropia del sistema mondo probabilmente ha raggiunto un livello di guardia, superando la sottile soglia che separa la complessità, controllabile, governabile e soprattutto comprensibile, dal caos, in cui si perdono i collegamenti tra causa ed effetto.
E' come nell'acqua.
Allo stato solido di ghiaccio, dove l'ordine è quasi assoluto e vi è quasi totale assenza di energia, la vita è impossibile.
Allo stato liquido (stato che per i livelli di energia potremmo definire di complessità) può svilupparsi e proliferare la vita.
Ma quando nel sistema viene introdotta troppa energia, l'acqua, evaporando, si trasforma in gas con conseguente impossibilità di ogni forma di organizzazione.
La nostra società, probabilmente, negli ultimi 20-30 anni è lentamente, ma inesorabilmente evaporata.
Con questo non auspico un ritorno ad una vita bucolica.
Non ho mai creduto al mito del buon selvaggio e ho un'età per cui ho potuto vivere, attraverso i racconti dei miei vecchi, la vita pre industriale, che era tutt'altro che serena e felice, fatta di fatica, di freddo e di fame.
Ma temo che abbiamo ormai saltato il fosso e che la convinzione di alcuni di capire le relazioni causa-effetto e di controllarle, sia puro e semplice delirio.

E se i Maya, pur non sapendolo, avessero avuto ragione?





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