Il romanzo di Jhon Steinbeck del titolo non c'entra nulla con il contenuto di questo post, ma mi piace, così come mi piace il romanzo suddetto, quindi..... e poi non è mica vero che non c'entra niente. Ho intenzione di parlare di topi, più precisamente di ratti.
Rattus è un genere di roditore comprendente 56 specie. I ratti sono esteriormente simili ai topi (genere Mus), ma di dimensioni generalmente maggiori nonché di anatomia e comportamento differenti. Le due specie più comuni, il ratto nero e il ratto marrone sono diffuse in gran parte del mondo. I ratti possono essere addomesticati; il ratto marrone, in particolare, è un animale da compagnia molto diffuso nel mondo occidentale. Il ratto è un animale in grado di correre molto velocemente e di compiere salti particolarmente audaci. A differenza di altri mammiferi, si adatta a qualsiasi condizione di vita ed è in grado di digerire sostanze di diverso tipo. (fonte Wikipedia)
Nel mondo occidentale, al ratto sono associate quasi esclusivamente immagini negative, come "sporcizia", "putridume", "malattia"; spesso viene usato metaforicamente come emblema di corrispondenti morali di queste immagini (per esempio disonestà e falsità). È possibile che questa visione del ratto abbia le sue radici anche nel trauma subito dall'Europa durante la Peste Nera.
Poiché la presenza di ratti viene percepita come un'infestazione, viene considerata accettabile la pratica di avvelenare i ratti con pesticidi, mentre questo non vale per i cani randagi o altri animali che potrebbero causare problemi simili a quelli imputabili ai ratti.
Al contrario la cultura orientale è generalmente più benevola verso il ratto; per esempio, esso è il primo dei dodici animali dello zodiaco cinese, e le caratteristiche che gli corrispondono includono creatività, onestà, generosità, ambizione e velocità nelle decisioni.
Nel mondo induista il ratto è la cavalcatura di Ganesha, e generalmente considerato con rispetto o addirittura devozione. Nella città indiana di Deshnoke, per esempio, è diffuso un particolare culto dei ratti, visti come la reincarnazione dei Sadhu, i santi della religione indù. I fedeli offrono cibo a questi animali, e considerano una benedizione poter mangiare a loro volta cibo toccato dai ratti. (fonte sempre Wikipedia)
Il ratto,o più comunemente il topo, è anche protagonista di molti proverbi, in cui si accosta il suo comportamento a vigliaccheria o codardia.
Quando la nave affonda i topi scappano, in aperto contrasto con il capitano che muore inabissandosi con il suo vascello.
Io sto con i topi. Scappano, si, ma generalmente non hanno alcuna responsabilità nell'affondamento della nave anzi, per uscire di metafora, generalmente hanno fatto di tutto, come delle Cassandre a quattro zampe, per evitare che ciò accadesse, segnalando anche al comandante i rischi; rimanendo quasi sempre inascoltati perchè, d'altronde, sono solo topi.
E allora abbandonano, per cercare una nuova nave su cui imbarcarsi, nella speranza di trovare, almeno una volta, un capitano così coraggioso da prendere per buoni i consigli, anche quelli di un misero roditore bistrattato dalla storia, perchè la vita, vista dal fondo della di una stiva, forse è più vicina al vero di quella supposta da una plancia di comando.
Sono un topo e ne sono orgoglioso.
L'unico problema è non sentirsi in colpa una volta saltati dal vascello, quando ci si volta e lo si vede inabissarsi, pensando che forse questa volta potevamo combattere un po' di più.
Buon Natale
Il ratto,o più comunemente il topo, è anche protagonista di molti proverbi, in cui si accosta il suo comportamento a vigliaccheria o codardia.
Quando la nave affonda i topi scappano, in aperto contrasto con il capitano che muore inabissandosi con il suo vascello.
Io sto con i topi. Scappano, si, ma generalmente non hanno alcuna responsabilità nell'affondamento della nave anzi, per uscire di metafora, generalmente hanno fatto di tutto, come delle Cassandre a quattro zampe, per evitare che ciò accadesse, segnalando anche al comandante i rischi; rimanendo quasi sempre inascoltati perchè, d'altronde, sono solo topi.
E allora abbandonano, per cercare una nuova nave su cui imbarcarsi, nella speranza di trovare, almeno una volta, un capitano così coraggioso da prendere per buoni i consigli, anche quelli di un misero roditore bistrattato dalla storia, perchè la vita, vista dal fondo della di una stiva, forse è più vicina al vero di quella supposta da una plancia di comando.
Sono un topo e ne sono orgoglioso.
L'unico problema è non sentirsi in colpa una volta saltati dal vascello, quando ci si volta e lo si vede inabissarsi, pensando che forse questa volta potevamo combattere un po' di più.
Buon Natale
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