Non sempre quello che abbiamo in testa, una volta che ha assunto concretezza, va poi così bene come ce lo eravamo immaginato. Pensiamo, organizziamo, studiamo, prefiguriamo e poi, nell'atto della messa in pratica della nostra idea, eccolo lì, appostato dietro al primo angolo, l'artefice del mondo, l'unico e vero signore che domina le nostre vite, sua eminenza il Caos, pronto ad introdurre una variabile non prevedibile.
A me capita spesso. Qualcuno potrebbe obiettare che ciò sai imputabile a scarse (o comunque modeste) capacità e, per quanto concerne la fotografia, posso dargli quasi pienamente ragione. Il problema è che mi capita sempre, in ogni frangente e ciò, essendo io un ossessivo, non può essere ricondotto ad incapacità organizzative o di programmazione. Il caos esiste (non è solo una teoria fisico-matematica) e domina le nostre misere esistenze, lasciandoci solo una mera illusione di controllo.
La nuova serie di fotografie (poche per altro) sono quindi un omaggio al Caos, non per il contenuto in sè, ma perchè la loro realizzazione ne è stata pesantemente influenzata.

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