Mi affascina che ogni lingua o dialetto abbia delle parole intraducibili, o,quantomeno, a cui è possibile dare una traduzione parziale in quanto racchiudono al loro interno concetti, idee, valori che è possibile rendere in un'altra lingua solo con una lunga perifrasi e, generalmente, fornendo una spiegazione abbastanza approssimativa del concetto che la parola veicola nella cultura originale.
Non ho intenzione di dilungarmi su concetti quali la semeiotica, la semantica o la filologia in quanto non penso di possedere le competenze necessarie.
Sono semplicemente meravigliato di quanto una singola parola possa contenere ed esplicare un insieme di valori ed una visione del mondo, unica e specifica di un popolo. E' la reificazione della cultura stessa, cultura intesa, ovviamente, in senso antropologico.
Inoltre trovo una sorprendente affinità con le arti visive, in particolare pittura e fotografia, che riescono a racchiudere, nello spazio ridotto di una tela o di una stampa tutto il mondo interiore di chi le ha realizzate, il suo unico, individuale e assolutamente personale senso della vita, e per questo assolutamente vero.

Nessun commento:
Posta un commento