Gli ultimi capitoli ricompensano egregiamente il lettore di tutta la fatica fatta per districarsi tra quelli precedenti, raggiungendo livelli di poetica impensabili all'inizio del libro e regalando (regalare penso proprio sia il termine giusto) alcune visioni davvero in grado di far riflettere.
Grazie Bruce.
Lindsay sorrise, vedendo il proprio volto distorto riflesso dalla lucida superficie della Presenza. - Non ho niente da fare.
- Oh, molto bene.- C'era una risata in quella voce inaudibile. - Suppongo che adesso morirai.
- Pensi che dovrei farlo? - Esitò. - Potrebbe essere prematuro.
- Deve finire, Abelard. Io mi sono misurato contro il mondo, è per questo che sono vissuto. E ho proiettato una grande ombra. Vero?
- Si, Philip. - La voce di Lindsay suonò soffocata. - Anche quando ti ho odiato maggiormente, ero orgoglioso di te.
- Ma misurare me stesso contro la vita e la morte, come se potessi andare avanti per sempre... Non c'è dignità in questo. Cosa siamo noi per la vita? Siamo soltanto scintille.
- Scintille che danno inizio ad un falò, forse.
Bruce Sterling - Schismatrix, 1985
- Sì... Alla fine la morte ci sconfigge. Ma i nostri figli sono la nostra vendetta contro di essa. - Sorrise. - Ho cercato di non amarli, volevo che fossero come me, tutto acciaio e bordi affilati. Ma li ho amati lo stesso... non perchè erano come me, ma perchè erano diversi. E quelli più diversi di tutti li amavo di più.
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