martedì 4 ottobre 2011

La formula dell'ignoranza

Qualcuno dovrebbe prendersi la briga di scrivere la formula dell'ignoranza.
Ne siamo circondati, sommersi; la incontriamo ai semafori, in posta, quando andiamo al lavoro o al parco per fare una passeggiata con il cane, quando siamo in biblioteca o in un forum su internet. E' ovunque e ci fa incazzare, deprimere innervosire.
Quantificarla sarebbe forse il primo passo per riconoscerla, darle il suo vero nome e quindi reificarla e combatterla adeguatamente.
Purtroppo non ho le competenze per questo compito, ma posso solo suggerire a chi più preparato di me che voglia cimentarsi con questa titanica impresa, alcune variabili che potrebbero rientrare nella sua formulazione:
  • numero di libri letti in un mese
  • numero di ore passate davanti alla TV (con discriminazione rispetto alle fasce orarie)
  • parole dette a sproposito 
  • frequenza di utilizzo di luoghi comuni
  • QI (da qualche parte bisogna pure partire)
  • età anagrafica (più si è adulti peggio è)
  • quantità di aggiornamenti ricevuti tramite cellulare
Non ho menzionato intenzionalmente la scolarità perchè purtroppo spesso non è una scelta imputabile all'individuo; ho conosciuto professori universitari di cui vergognarsi e contadini con si e no la terza elementare (ad esempio mio nonno) che ne avrebbero da insegnare di cose.

L'impresa è ardua e lo scontro sarà titanico, ma prima o poi bisognerà pure cominciare.

C'è un solo bene: il sapere. E un solo male: l'ignoranza.
Socrate

Il mondo gira solo per l'ignoranza.
Charles Baudelaire

Nulla è più terribile dell'ignoranza attiva.



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