Qualcuno dovrebbe prendersi la briga di scrivere la formula dell'ignoranza.
Ne siamo circondati, sommersi; la incontriamo ai semafori, in posta, quando andiamo al lavoro o al parco per fare una passeggiata con il cane, quando siamo in biblioteca o in un forum su internet. E' ovunque e ci fa incazzare, deprimere innervosire.
Quantificarla sarebbe forse il primo passo per riconoscerla, darle il suo vero nome e quindi reificarla e combatterla adeguatamente.
Purtroppo non ho le competenze per questo compito, ma posso solo suggerire a chi più preparato di me che voglia cimentarsi con questa titanica impresa, alcune variabili che potrebbero rientrare nella sua formulazione:
- numero di libri letti in un mese
- numero di ore passate davanti alla TV (con discriminazione rispetto alle fasce orarie)
- parole dette a sproposito
- frequenza di utilizzo di luoghi comuni
- QI (da qualche parte bisogna pure partire)
- età anagrafica (più si è adulti peggio è)
- quantità di aggiornamenti ricevuti tramite cellulare
Non ho menzionato intenzionalmente la scolarità perchè purtroppo spesso non è una scelta imputabile all'individuo; ho conosciuto professori universitari di cui vergognarsi e contadini con si e no la terza elementare (ad esempio mio nonno) che ne avrebbero da insegnare di cose.
L'impresa è ardua e lo scontro sarà titanico, ma prima o poi bisognerà pure cominciare.
C'è un solo bene: il sapere. E un solo male: l'ignoranza.
Socrate
Il mondo gira solo per l'ignoranza.
Charles Baudelaire
Nulla è più terribile dell'ignoranza attiva.
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