Oggi ho scoperto, con molto rammarico, che non è possibile replicare il caos.
Pur sapendo del contrario, cioè dell'estrema difficoltà a passare da uno stato di caos ad uno di ordine, da cui il famoso detto "se scaldo un acquario ottengo una zuppa di pesce, ma non è detto che raffreddando adeguatamente la stessa zuppa di pesce io possa ottenere di nuovo il mio acquario", pensavo fosse molto più semplice riprodurre una situazione caotica, o perlomeno che sembrasse tale. Mi sbagliavo.
Forse però è opportuno che mi spieghi meglio.
Da un po' di tempo ho attrezzato una sala posa nel garage; niente di particolare: uno sfondo nero su tre lati, soffitto e pavimento, alcune luci, dei treppiedi e un paio di ombrelli fotografici.
Di volta in volta cerco di allestire scenari per fotografare, cercando però di mantenere un parametro fisso, indispensabile alla mia vita matrimoniale: il costo zero (o quasi) degli allestimenti.
L'ultima idea è stata quella di utilizzare i miei libri per allestire il set.
Dopo un po' di lavoro alla ricerca di supporti che potessero dare volume al mio sfondo (casse, scatoloni etc.) ho cominciato a traslocare i miei amati libri in garage.
Considerato che sono un buon lettore, e che nel corso degli anni ho conservato tutto (e sottolineo tutto) quello che ho letto, la quantità di volumi (e il loro peso) era davvero ingente.
Dopo un paio di ore ed una ventina di viaggi il grosso del lavoro sembrava terminato.
Mi sono quindi apprestato a disporre i libri nel modo più casuale possibile, ma finito, mi sembrava tutto molto artificioso e fasullo, quindi dapprima ho impilato i volumi in colonne dalle forme improbabili e precarie, per poi guardarli cadere, li ho lanciati, posati ad occhi chiusi, mi ci sono coricato in mezzo, ma niente, c'era sempre una parvenza di ordine e di organizzazione. Mi sono arreso, rinunciando (per ovvi motivi) all'ultimo espediente che mi era venuto in mente: un'esplosione controllata che generasse abbastanza energia da far nascere il caos.
Ho formulato tre ipotesi per spiegarmi quanto avvenuto:
sotto la mia casa esiste un campo magnetico tale per cui, si generano spontaneamente sistemi autocatalizzanti;
nel mio garage vive un fottutismo diavoletto di Maxwell che non ha altro da fare se non contrastare continuamente l'entropia da me introdotta;
il nostro cervello è troppo limitato per comprendere il caos (inevitabile nell'universo), cercando quindi di compensare la propria inadeguateza costruendo ordine fittizio, ricercando schemi e ridondanze per semplificare ciò che non potrebbe comprendere.
Non so voi ma io propendo per la seconda ipotesi.
Buon caos a tutti
Il bello non è solo ciò che spieghi, ma COME lo spieghi. Ottimo, e, per quanto chiarissimo, per nulla scontato!!
RispondiEliminaPerfetta spiegazione, capibile comunque per il fatto che accettare di non poter controllare nulla....porterebbe alla follia....o all'illuminazione.
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