venerdì 2 settembre 2011

Scripta manent

La cosa che si disponeva a fare consisteva nell'incominciare un diario. Ciò non era illegale ( nulla era illegale, poichè non c'erano più leggi); ma se comunque fosse stato scoperto, non c'era dubbio che sarebbe stato condannato a morte, o a venticinque anni di lavori forzati. Winston infilò un pennino nella cannuccia e lo succhiò, come s'usa, per facilitare la presa dell'inchiostro. La penna era uno strumento antiquato, che si adoperava assai di rado, perfino per le firme importanti, e lui se ne era procurata una di nascosto e non senza difficoltà, solo perchè sentiva che quei bei fogli color crema meritavano che ci si scrivesse sopra con un vero pennino, anzichè essere grattati con una delle solite matite ad inchiostro. Veramente non aveva l'abitudine di scrivere a mano. Con l'eccezione di qualche breve appunto , di solito dettava ogni cosa al dittografo, un apparecchio che registrava e trascriveva tutto ciò che si diceva in un microfono, e che era assurdo pensare di adoperare nella presente circostanza. Intinse la penna nel calamaio e quindi esitò un istante. Ebbe un tremito fin nelle budella. Segnare la carta sarebbe stato l'atto decisivo. Con certe piccole goffe cifre, scrisse "4 aprile 1984".
Appoggiò la schiena alla sedia. Un senso di assoluto smarrimento si era impadronito di lui. Tanto per cominciare, non era affatto sicuro che quello era il 1984. Doveva essere pressapoco quell'anno, perchè sapeva con certezza che aveva trentanove anni e credeva di essere nato nel 1944 o nel 1945; ma non era possibile, buttar giù una qualsiasi data se non con l'approssimazione di un anno o due.
Per chi, si domandò improvvisamente, stava scrivendo quel diario? Per i posteri, per i non ancora nati. La mente indugiò un attimo su quella data dubbia segnata sulla pagina bianca, e quindi andò a cozzare con la parola in neolingua bispensiero. Per la prima volta l'importanza di ciò che era sul punto d'iniziare gli si fece manifesta. Come avrebbe potuto comunicare con i posteri? Era ragionevolmente impossibile. O il futuro sarebbe stato in tutto simile al presente, nel qual caso nessuno lo avrebbe ascoltato, ovvero sarebbe stato differente, e in questo caso il suo messaggio sarebbe stato privo di significato.

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