Questa mattina sono uscito a caccia di foto, con l'intento di arricchire la mia collezione di Nonluoghi. Dopoaver accompagnato la piccola dalla nonna, mi sono avviato in direzione Vigevano per esplorare la campagna della Lomellina in cerca diqualche casale abbandonato.
Dopo aver raggiunto la città, mi sono inoltrato in strade secondarie, perse tra le risaie, con la mia Panda che procedeva a passo d'uomo e la compagnia di qualche buon brano rock passato da Virgin Radio.
Nella campagna solo qualche coraggiosociclista disposto asf e mi sono avviato attraverso quella che presumibilmente una volta era un'aia, ora invasa da ortiche e rovi.
Ho esplorato le stalle, il fienile (tutto completamente in rovina) ed in ultimo la casa padronale, non trovando ne buona luce ne soggetti interessanti (tutta la casa era stata svuotata dalle anime che l'avevano abitata).
Stavo per andarmene, deluso, quando ho cominciato a prestare attenzione ai piccioni. Non li vedevo, ma sentivo il loro tubare provenire da sotto le travi del tetto sfondato, così mi sono seduto sul primo gradino della scala che portava al piano terra e ho ascoltato. Ho acceso un Pall Mall e sono rimasto lì, ha provare una grande invidia per quelle bestie stupide, ignoranti e sporche ma che avevano una cosa che noi abbiamo dimenticato, il senso del tempo, il ritmo della natura, che non cercano di piegare alle loro esigenze, per correre a destra e a manca, ma con cui riescono a vivere, come tutti gli animali, in perfetta sintonia, nè troppo piano nè troppo velocemente, a ritmo, contemporaneamente, con l'erba che cresce e con le rivoluzioni delle stelle.
Sono tornato a casa con tre scatti, buoni per capire come non si fa una fotografia, e con la vogliadi comprarmi una pipa.
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