"Sulla Città aleggiano odori di cucina di tutti i paesi, una bruma dioppio, hashish, il rosso fumo resinoso dello Yage, odore di giungla e d'acque salmastre, di fiumi putrescenti, di escrementi secchi, di sudore e genitali.
Flauti di alta montagna, jazz e bebop, strumenti mongoli a una corda, xilofoni gitani, tamburi africani, cornamuse arabe...
La Città è periodicamente visitata da epidemie di violenza, e i morti non sepolti vengono divorati dagli avvoltoi nelle strade. Albini sbattono le palpebre nel sole. Bambini appollaiati sugli alberi si masturbano languidamente. Gente smangiata da malattie sconosciute osserva i passanti con sguardi cattivi e consapevoli.
Nel Mercato della Città c'è il Caffè degli Appuntamenti. Seguaci di impensabili commerci obsoleti che scarabocchiano in etrusco, tossicodipendenti da droghe non ancora sintetizzate, pusher di armalina truccata, droga ridotta a pura assuefazione che offre una precaria serenità vegetale, liquidi perindurre in stato Latah, sieri di longevità titoniana, uomini del mercato nero della Terza Guerra Mondiale, estirpatori di sensibilità telepatica, osteopati dello spirito, investigatori di infrazioni denunciate da miti giocatori di scacchi paranoici, portatori di mandati frammentari in stenografia ebefrenica che denunciano ineffabili mutilazioni dello spirito, burocrati di dipartimenti spettrali, funzionari di stati di polizia non costituiti, una nana lesbica che ha perfezionato l'operazione Bang-utot, l'erezione polmonare che strangola un nemico addormentato, venditori di serbatoi orgonici e macchinari rilassanti, broker di sogni e ricordi squisiti sperimentati sulle cellule sensibilizzate di chi è in astinenza e barattati in cambio di materie prime della volontà, dottori specializzati nel trattamento delle malattie latenti nella polvere nera di città in rovina, virulenza in aumento nei globuli bianchi di vermi senz'occhi che a poco a poco affiorano in superficie e nell'ospite umano, malattie del fondo dell'oceano e della stratosfera, malattie da laboratorio e guerra atomica... Un luogo dove il passato sconosciuto e il futuro emergente si uniscono in un vibrante, silenzioso ronzio ... Entità larvali in attesa di Uno Vivo..."
Pur essendo il delirio diun eroinomane del 1959, mi pare che, con qualche piccolo aggiustamento (l'ascio a voi la scelta), sia unosplendido dipinto di una qualsiasi società occidentale contemporanea.
RispondiEliminaBravo Burroughs.
E un po' meno noi (ci avevano avvisati).
Buona lettura